Era partita come una tranquilla domenica d’agosto, con il sole alto e il rumore delle onde. Dopo una giornata al mare con la moglie, un residente di Torre del Lago decide di attraversare la pineta di Levante, ignaro che pochi passi fuori dal sentiero lo avrebbero gettato in un incubo. Tra la vegetazione fitta e il degrado di un’area segnata da rifiuti e accampamenti improvvisati, gli occhi dell’uomo si sono posati su un orrore che non avrebbe mai voluto vedere: un cadavere in avanzato stato di decomposizione, ridotto quasi a uno scheletro, con brandelli di vestiti ancora addosso.

Il ritrovamento, avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 10 agosto, ha gelato il sangue anche ai carabinieri giunti sul posto. L’area, nota come ritrovo di spacciatori, è stata immediatamente isolata. L’identità della vittima resta avvolta nel mistero, e ogni ipotesi è sul tavolo: regolamento di conti? Aggressione? Una scomparsa dimenticata?
Gli investigatori stanno passando al setaccio le denunce di persone scomparse compatibili con il luogo e lo stato del corpo. Fino ai risultati degli esami medico-legali, la pineta resta sotto sorveglianza, come un palcoscenico silenzioso in attesa di svelare il suo macabro segreto.