Non solo allenamenti estenuanti e match carichi di tensione: il volto più sorprendente del numero uno al mondo si mostra nei momenti più inattesi. A Cincinnati, Jannik Sinner si è regalato un attimo di dolcezza con un cucciolotto incontrato dietro le quinte, accarezzandolo prima di passarlo tra le braccia del suo coach Darren Cahill. Una scena che ha subito fatto il giro dei social: c’è chi lo definisce il suo nuovo portafortuna, chi invece ironizza sull’immagine troppo “costruita” di un campione che, appena sceso in campo, diventa spietato.

E in campo la risposta è stata feroce: in poco più di un’ora Sinner ha demolito il canadese, battendolo per la prima volta in carriera. Un successo che segna la sua 12ª semifinale in un Masters 1000, confermando numeri impressionanti. La dimostrazione che, rispetto a tre anni fa, tutto è cambiato: più forza, più maturità, più fame di vittoria.
Sabato compirà 24 anni, ma il regalo se lo è fatto in anticipo: una prestazione finalmente convincente che fa discutere fan e detrattori. Alcuni lo vedono come il simbolo di una generazione imbattibile, altri lo accusano di avere “troppa pressione mediatica” per essere ancora naturale. Ma una cosa è certa: Jannik non è solo il numero uno, è il ragazzo che riesce a passare in un lampo dalle coccole a un cucciolo alla freddezza glaciale di un campione che non perdona.