
Roberta Bruzzone ha lanciato un’accusa shock riguardo al caso Garlasco, concentrandosi sulle ultime telefonate di Alberto Stasi. La criminologa ha sottolineato il tono distaccato e le incongruenze nel racconto di Stasi durante la chiamata ai soccorsi, suscitando interrogativi inquietanti sulla sua responsabilità nell’omicidio di Chiara Poggi.
La riapertura dell’inchiesta ha riacceso l’interesse pubblico per questo caso, che ha scosso l’Italia nel 2007. Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, continua a dichiararsi estraneo all’omicidio, ma la sua posizione è ora messa in discussione. Bruzzone ha analizzato la telefonata di Stasi, evidenziando un forte distacco emotivo che non si addice a una situazione di emergenza.
Secondo la criminologa, il tono piatto di Stasi e l’assenza di riferimenti diretti a Chiara pongono interrogativi inquietanti. Non solo non verifica il respiro della giovane, ma usa termini impersonali per descrivere la sua situazione. Questi segnali, afferma Bruzzone, potrebbero indicare una narrazione autoprotettiva, piuttosto che una reazione genuina al dramma.
Inoltre, Bruzzone ha messo in luce incongruenze nel racconto di Stasi, come la descrizione errata della posizione del corpo e indicazioni poco chiare sull’indirizzo, che avrebbero potuto ritardare i soccorsi. Tali elementi alimentano il dibattito su cosa sia realmente accaduto quella tragica mattina del 13 agosto 2007.
La criminologa invita il pubblico a riflettere: questa analisi cambia davvero la percezione del caso Garlasco o semplicemente rafforza convinzioni già esistenti? Le opinioni si dividono, e i commenti sul video sono già in fermento, mentre il mistero si infittisce.
Con l’attenzione dei media nuovamente rivolta verso Garlasco, il caso continua a essere un enigma avvolto nel mistero. Gli sviluppi futuri potrebbero rivelare nuove verità, ma per ora, l’ombra di Stasi e la sua chiamata ai soccorsi rimangono al centro di un’indagine che sembra non avere fine.
