C’è un silenzio diverso in questi giorni tra le strade di una piccola frazione affacciata sul Garda. Un silenzio fatto di porte socchiuse, sguardi bassi e parole che faticano a uscire. La comunità si muove lentamente, come se ogni gesto fosse appesantito da un dolore che non trova spiegazioni immediate e che lascia tutti sospesi, in attesa di capire come sia stato possibile arrivare a un epilogo così improvviso.
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A Campoverde di Salò il tempo sembra essersi fermato. Le persone si ritrovano davanti alla chiesa, parlano a bassa voce, si stringono le mani. In paese si respira un senso di incredulità che accomuna giovani e anziani, amici e conoscenti. È il dolore collettivo per una vita spezzata troppo presto, per un ragazzo che molti ricordano sorridente, presente, parte integrante di una quotidianità che ora appare improvvisamente fragile.

Simone Fogliata Ramirez, chi era
Domani, venerdì 13 dicembre, la chiesa della frazione si riempirà per l’ultimo saluto. Sarà il momento in cui la comunità proverà a trovare conforto nella condivisione, nel ricordo, nella vicinanza alla famiglia. Una cerimonia che si preannuncia carica di emozione, perché dietro quelle porte non ci sarà solo un funerale, ma il tentativo di dare un senso a una perdita che ha colpito tutti nel profondo.

Simone Sebastian Fogliata Ramirez, appena 19 anni, si trovava in Germania, a Colonia, dove era andato a trovare la fidanzata trasferitasi lì per studio. Durante il soggiorno si è sentito male all’improvviso e ha perso conoscenza in pochi istanti. Soccorso e ricoverato d’urgenza, ha lottato per due giorni, ma i danni causati da un aneurisma cerebrale non gli hanno lasciato scampo. Appena informati della gravità della situazione, i genitori sono volati in Germania per stargli accanto negli ultimi momenti.

Nel pieno della tragedia, la famiglia ha trovato la forza di compiere una scelta di straordinaria generosità, autorizzando la donazione degli organi. Un gesto che trasforma una perdita devastante in una possibilità di vita per altre persone, un atto che racconta molto dei valori con cui Simone è cresciuto e che oggi viene ricordato anche attraverso questa decisione.
Simone era nato in Ecuador, dove il padre, originario proprio di Campoverde, aveva vissuto e lavorato per anni prima di rientrare sul Garda con la famiglia. La loro casa si trova accanto alla chiesa che ospiterà le esequie, fissate per le 15. Il giovane lascia la mamma Lourdes, il papà Massimo, il fratello Luca, la sorella Asia e i nonni Carmita e Gustavo. Negli annunci funebri, la famiglia ha voluto affidare un ultimo messaggio semplice e profondo, “I fiori più graditi saranno opere di bene”. Un invito che, ancora una volta, trasforma il dolore in un segno di solidarietà.